mercoledì 1 aprile 2020

Il dado della partita

Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia. [Erasmo da Rotterdam]
Può un bambino giocare da solo una partita di calcio? 

Fortunatamente molti allenatori stanno organizzando videoconferenze, lanciano sfide sui gruppi WhatsApp per far sentire la loro vicinanza ai bimbi donando un momento di serena normalità.
Osservando da genitore e da responsabile tecnico queste iniziative è cresciuta in me l'esigenza di elaborare alcuni giochi semplici, adatti a tutti e che potessero dare la possibilità ai bimbi di ripassare "inconsciamente" gli argomenti svolti sul campo da calcio e permettere loro di rivivere i momenti emozionanti di una partita di calcio.
Ho fatto solo quello che faccio di solito per redigere una seduta di allenamento: ho pensato alle esigenze dei bambini ed ho rielaborato idee, esercizi, giochi svolti da altri.
Sono partito da questi due giochi: Rigore (gioco della mia infanzia) e SuperGoal (gioco attuale)


Ho poi pensato di coinvolgere i bambini con la loro manualità nella costruzione di un dado (che trovate allegato) ed ho contestualizzato una partita di calcio tra le mura di casa. Ecco a voi le regole.


MATERIALE OCCORRENTE:
- 1 dado = non quello classico, ma quello del calcio da costruire con forbici e colla
- 1 monetina = per decidere quale squadre inizierà il gioco
- 2 sedie = saranno le porte
- 1 pallina (va bene anche il rotolo di cartone della carta igienica)
- 1 stanza con un muro di sponda
- tanta fantasia per svolgere il campionato di calcio in casa


Il bambino sceglie due squadre. Svolge il lancio della monetina per decidere a chi dare la palla e poi lancerà il dado, svolgendo ciò che gli viene proposto dal dado stesso:

1) uno-due: il bambino deve effettuare un uno-due con il muro, eseguire quindi una triangolazione e riprendere il possesso della palla. Se la triangolazione non si conclude e non si riesce a riprendere la palla, questa passa alla squadra avversaria. Il bambino quindi impersonificherà l'altra squadra e inizierà l'azione da dove la palla si è fermata.

2) gioco in ampiezza: il bambino deve effettuare un auto-passaggio a destra o a sinistra, ricercando l'ampiezza. Anche in questo caso se dopo l'auto-passaggio non si riesce a tornare in possesso di palla, questa, passa alla squadra avversaria.

3) commetti fallo: nella foga della partita hai commesso fallo. Si lascia la palla nel punto dove si trova in quell'istante e la si lascia alla squadra avversaria che la rimette in gioco ritirando il dado.

4) perdi palla: stai conducendo palla, quindi ti è concesso di avvicinarti alla porta avversaria, ma poi un avversario è abile e te la "ruba", si quindi la palla alla squadra avversaria che riparte con l'azione ritirando il dado.

5) conduzione e tiro: conduco palla avvicinandomi alla porta e tiro. Al termine dell'azione la palla passa comunque alla squadra avversaria: o perchè ho fatto GOL oppure perchè ho calciato fuori.

- variante per il 5: per rendere il gioco più "reale" possiamo stabilire una metà campo. Se mi trovo nella mia metà campo ed esce il numero 5 devo solo condurre palla nell'altra metà campo; se invece mi trovo nella metà campo avversaria ed esce 5 posso condurre e tirare

6) gioco a sostegno: il bambino conduce la palla verso la porta avversaria ma viene affrontato da due avversari, sceglie quindi di giocare a sostegno: esegue una finta e un auto-passaggio all'indietro, verso la propria porta. Anche in questo caso se dopo l'auto-passaggio non si riesce a tornare in possesso di palla, questa, passa alla squadra avversaria.


BUON DIVERTIMENTO

Al seguente link potrete trovare il dado da stampare o da modificare a vostro piacimento:

https://drive.google.com/open?id=1eRSXwYwl-mVc4ag1CdCgrQN3nQ1k-dSo




martedì 10 dicembre 2019

Pagare per vedere i Pulcini

Sabato scorso, 7 dicembre, Sant'Ambrogio, per la prima volta nella mia vita, mi è capitato di dover pagare il biglietto d'ingresso di 2,50€ per poter assistere alla partita di calcio di mio figlio, che gioca a calcio nella categoria Pulcini, annata 2010.

Non sono scandalizzato da questo fatto, non voglio fare il melodrammatico e nemmeno voglio mettere sulla graticola la società ospitante (che volutamente non menziono), anche perchè il biglietto d'ingersso è pratica comune e necessaria nel periodo che va da fine aprile a metà giugno, in cui le famiglie sovvenzionano i tornei di calcio sparsi per tutta Italia (e non solo).

La cosa che più mi ha colpito e mi fa ancora riflettere è che non si trattava di un torneo primaverile, ma di una gara del campionato FIGC.



So bene che questo argomento ha già sollevato in passato un polverone social:


Conosco bene le difficoltà economiche delle società che si fanno in quattro per cercare impianti, allenatori, materiale, kit d'allenamento e da gara;

conosco bene la fatica nel trovare sponsor o persone generose e munite di una passione straordinaria che decidono di investire in un'attività, quella dei piccoli, definita a carattere eminentemente promozionale, ludico e didattico [dal Comunicato Ufficale N.1 FIGC];

ma far pagare il biglietto per delle partite dell'Attività di Base mi lascia ancora molto perplesso, mi sembra una caduta di stile e una mancanza di rispetto nei confronti dei piccoli calciatori.

Non ho avuto il coraggio di chiedere se il biglietto lo facessero pagare anche ai genitori dei bambini della squadra locale. Comunque ... per poter vedere mio figlio ed i suoi compagni, ho pagato, ho anche scherzato con chi mi ha venduto il biglietto e mi sono accomodato sulle tribune. Mi sono anche goduto la partita, ma viste le condizioni del campo e quelle degli spogliatoi continuo a chiedermi:

- quanti di questi soldi raccolti settimanalmente vengono realmente investiti nel migliore le strutture (campo, spogliatoi, etc...) ?

- quanti di questi soldi raccolti settimanalmente vengono realmente investiti nell'incrementare la competenza dello staff degli allenatori?

Altra occasione persa per applicare il buon senso.

martedì 19 novembre 2019

I danni di un allenatore nel settore giovanile

Solo chi vive i campi di calcio del settore giovanile può capire i gravi danni generati da allenatori inadeguati. Danni che purtroppo toccano la sfera psicologica di un bambino. Danni che potrebbero influenzare la crescita del piccolo giocatore, non tanto per le ripercussioni nel mondo del calcio, ma purtroppo per le influenze di questi danni nella vita di tutti i giorni.

Come consuetudine del mio blog, parlo di esperienze che ho vissuto in prima persona e non per sentito dire!!!

Sabato pomeriggio. Sono sul campo a seguire, come responsabile tecnico, le partite del settore giovanile delle "mie" squadre. Durante la fase di "riscaldamento" pre-gara (se così possiamo definirlo nelle categorie dell'attività di base), l'occhio mi cade sul portiere della squadra avversaria: si siede dietro alla porta e si mette a piangere. In questi casi non riesco mai a resistere e mi avvicino al bambino, insieme al suo allenatore, persona molto dolce che mi aiuta a consolarlo.

"Non voglio giocare. I compagni dicono che sono scarso. Sbaglio e faccio perdere la squadra. Meglio che gioca XXX, lui è più forte di me."

Queste sono le parole del bimbo, parole che mi fanno riflettere, e che cerco di ammorbidire per convincerlo a tornare in campo. Fortunatamente ci riesco e la partita viene disputata serenamente senza alcun problema.

"Dov'è quindi il problema?" "Quali danni?" - vi starete chiedendo.

Fin qui nulla di strano, normale amministrazione.

Dopo qualche settimana dall'episodio, parlando al telefono con un amico di una società vicina (sia in termini chilometrici che di filosofia calcistica), mi capita di "sparlare" male (come faccio spesso) dell'operato di un allenatore (purtroppo incontrato nuovamente su un campo da calcio con dei bambini) che, con i suoi modi bruschi, umilianti e arroganti, crede di avere la verità del calcio in tasca e gestisce ogni gara dei piccoli come fosse la finale di Champions League.

Cosa scopro? Che questo esemplare di allenatore è stato l'allenatore del portierino impaurito descritto sopra, nei precedenti 4 anni!!! WOW ... e più parlo al telefono e più scopro aneddoti imbarazzanti, o meglio allarmanti sull'operato del "nuovo GURU del calcio".

Subire per ben 4 anni l'umiliazione, le urla, gli insulti dell'allenatore e, cosa ancora più grave, dei propri compagni di squadra che per colpa sua perdevano le partite ed i tornei, ha lasciato segni evidenti nell'autostima di questo bambino.


Mi chiedo:

- ma tu società che permetti ad uno così di gestire dei bambini, come fai a stare serena? 

- ma tu genitore che vedi tuo figlio subire pressioni psicologiche di questa portata, perchè non lo fai presente alla società?

- ma tu presunto allenatore, ti sei mai chiesto quali DANNI stai provocando nelle menti dei bambini che credi di allenare?



Chiarisco:

per evitare fraintendimenti, visto che poi la gente dice in giro che sembra che sia bravo solo io, che si lavori bene solo nella società in cui opero!!!

- non pretendo di avere ragione o di dover insegnare ad altri il mestiere dell'allenatore del settore giovanile

- voglio solo dare uno spunto di riflessione soprattutto ai genitori per poter valutate bene se l'ambiente in cui si allena vostro figlio sia sereno o se invece sia fonte di inutili pressioni psicologiche



Dal Comunicato Ufficiale N.1 del Settore Giovanile e Scolastico:




martedì 13 agosto 2019

Vibe o Nuova ... Ronchese?


Mi dispiace tornare a scrivere sul mio blog per una questione non puramente tecnica, ma dopo la pubblicazione di questo articolo sui giornali locali, sento il bisogno di dire la mia sull'argomento.



Qualcuno potrebbe chiedermi? - "Chi sei tu per avere voce in capitolo su questa faccenda?" Risposta: "Ho allenato le squadre del settore giovanile della Nuova Ronchese (prima della fusione) e della Vibe Ronchese (dopo la fusione) ed attualmente ricopro il ruolo di responsabile tecnico del settore giovanile della Vibe Ronchese. Quindi i due ambienti li conosco bene".

Premetto subito che in questo post non mi schiererò nè da una parte e nè dall'altra, non è questo il mio obbiettivo. La cosa che mi interessa è solo salvaguardare il CALCIO dei BAMBINI.

Per settimane sono stato in silenzio ad osservare le provocazioni, gli insulti e le polemiche e quando i toni hanno raggiunto livelli esagerati, mi sono prodigato di contattare gli interessati di entrambe le parti, chiedendo loro di moderare i toni o meglio ancora, di deporre le armi, perchè questa GUERRA DI RELIGIONE non sarebbe servita a nessuno,  anzi era l'ennesima esibizione negativa, di un qualcosa che personalmente sto cercando di COMBATTERE e CONTRASTARE da anni, prima alla Nuova ed ora alla Vibe Ronchese.

E' veramente strano come possa far più scalpore e generare maggior interesse un fatto negativo piuttosto che anni di duro lavoro (di entrambe le società) al servizio della crescita, formazione ed educazione dei bambini e dei ragazzi di Ronco, Bernareggio, Villanova e paesi limitrofi.

Vorrei quindi chiedere a tutte le persone coinvolte di tornare a parlare di CALCIO SANO, di calcio a livello di bambino e di avere almeno l'accortezza di tenere fuori da queste polemiche i SETTORI GIOVANILI e tutte le persone che come me ci mettono la faccia e credono in un CALCIO EDUCATO.

Sono infastidito, come amante del calcio e come addetto ai lavori, da frasi del tipo: "Come si fa ad iscrivere un bambino in una società così?" - sia chiaro, rivolte sia alla Nuova che alla Vibe Ronchese - perchè so quante persone educate, volenterose, competenti, spendono parte del loro tempo libero dietro all'illusione di poter CAMBIARE i luoghi comuni del calcio.

Non accetto quindi che dei capricci degli adulti nati SOLO ESCLUSIVAMENTE per incomprensioni sulla PRIMA SQUADRA, mettano in cattiva luce i progetti formativi che si vogliono realizzare con i bambini ed i ragazzi.

Concludo dicendo che tutti noi possiamo avere visioni diverse su come organizzare una società sportiva e credo che sia lecito anche creare qualcosa di alternativo da offrire alle famiglie dei nostri paesi. Il tutto però deve sempre essere fatto con il massimo RISPETTO e la massima EDUCAZIONE possibile, perchè poi certi valori, su un campo da calcio, diventano difficili da INSEGNARE.


venerdì 1 febbraio 2019

Il calcio ai tempi di WhatsApp

Come è difficile seguire tutti i gruppi WhatsApp!!! 

Ormai le comunicazioni ufficiali vengono fatte mediante questo strumento: amici, scuola, catechismo, società sportive. Calcio incluso.

Bellissimo!!! Per uno tecnologico come il sottoscritto che svolge il triplice ruolo di genitore, allenatore e responsabile è il massimo: avvisare in un secondo tutti i genitori sugli orari di svolgimento degli allenamenti, delle partite o eventuali variazioni dell'ultimo momento, credo sia fantastico.

Purtroppo i problemi non vengono creati dallo strumento, ma da chi lo usa (o meglio abusa).

Non vorrei dare lezioni di come si utilizzino i "social", per non passare per "professore", ma se un gruppo WhatsApp, creato come BACHECA INFORMATIVA per i genitori, viene scambiato per un "luogo" dove tutti possono dire tutto e criticare l'operato di persone educate, intravvedendo sempre la malafede o la persecuzione nei confronti del proprio figlio, gridando allo SCANDALO, all' INGIUSTIZIA o all' EMARGINAZIONE, permettetemi che un minimo di "orticaria" mi possa venire.

Sono però abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno e con piacere condivido un esempio positivo: un bellissimo messaggio postato da un papà (che ringrazio affettuosamente) su uno di questi famosissimi gruppi.

Se tutti i genitori fossero come questo padre e riscoprissero veramente il loro ruolo, non ci sarebbe bisogno di nascondersi dietro ad un gruppo WhatsApp per giustificare l'operato del figlio, ma basterebbe serenamente SPIEGARE AL FIGLIO LA VERITA'.



Ciao a tutti
Premetto che l’intenzione di queste mie parole non è sollevare altre polemiche ma cercare di riflettere su alcuni aspetti riassumendo questi primi 4 mesi in poche parole 
Allora... all’inizio dell’anno venivano convocati per le partite più o meno tutti.
RISULTATO: ci siamo lamentati che non era  giusto “buttare” nelle partite dei bambini non ancora pronti tecnicamente chiedendo più allenamenti

A questo punto  si è deciso di prediligere nelle convocazioni i bambini più pronti.
RISULTATO: abbiamo sottolineato l’importanza che tutti i bambini abbiano la possibilità di giocare le partite 

Poi ad un certo punto si è deciso che per le convocazioni, oltre al livello tecnico, si premiava la costanza o l’impegno del bambino in modo da dare più o meno la possibilità a tutti di giocare.
RISULTATO: anche così non va bene perché se un bambino si ammala non è giusto “punirlo” con una non convocazione
Quindi cosa vogliamo fare? Cosa vogliamo chiedere alla società... non troveremo MAI una linea di condotta che vada bene a tutti.

Guardate non voglio criticare nessuno o prendere le difese di nessuno e tantomeno sollevare altre polemiche; vorrei solo sottolineare come sia difficile accontentare tutti. A volte bisognerebbe  accettare un compromesso che vada bene più o meno a tutti, tra quello che desideriamo e quello che ci viene offerto.
Spiegare a mio figlio che sabato non giocherà la partita perché altri bambini si sono allenati durante la settimana e lui no,  lo vedo come un insegnamento sul fatto che l’impegno e la “dedizione” alla lunga pagano. 
Grazie

giovedì 26 luglio 2018

Riscoprire il "PARTITONE" in Oratorio

Agosto è alle porte. Le società dilettantistiche hanno appena concluso i loro Campus Estivie i loro Open Day. Finalmente si stacca la spina. Proprio in questo momento di relax inizia la fase "critica" delle scelte (anche se qualche società si è già portata avanti facendo firmare cartellini a luglio!!!).

"In quale società calcistica iscriverò mio figlio?"

Molte famiglie sono già certe di rinnovare l'iscrizione a Settembre nella società in cui già erano lo scorso anno o dove già gioca un amico del figlio. 
Molte famiglie sono già certe di cambiare società (allenatori non all'altezza, società poco organizzata, mio figlio merita di meglio, ....) e le altre famiglie sono dubbiose.

Non faccio fatica a credere che qualche dubbio o qualche incertezza sia proprio opera dei Campus estivi e degli Open Day.

Premetto che ogni genitore è libero di scegliere il meglio per il proprio figlio e che abbia la facoltà di portarlo dove vuole senza rendere conto a nessuno (a volte sarebbe meglio rendere conto al figlio!!!), 
ma spero sempre che a scegliere sia principalmente il bambino aiutato e sostenuto dai genitori nel valutare i pro e i contro.

Con questo articolo vorrei solo offrire dei semplici spunti di riflessione:
- diffidate di quelle società che vi promettono partite al sabato e alla domenica 
("più giocano e meglio è")

- diffidate di quelle società che vi promettono amichevoli con squadre professionistiche 
("solo confrontandosi con i più bravi si cresce")

- diffidate di quelle società che vi promettono partite con squadre di età superiore a quella di vostro figlio 
("si cresce prima e si forma il carattere")


Volete raggiungere gli stessi obbiettivi appena citati rispettando le esigenze di vostro figlio? Secondo me c'è un metodo più semplice e sereno:
alla domenica portate i vostri figli al campetto dell'oratorio del vostro paese.



I bambini si troveranno a giocare con amici che conoscono (magari compagni di scuola ma non di squadra), con altri che conoscono meno, con quelli di età e capacità differente, ma soprattutto saranno liberi di giocare come e quanto vogliono senza nessun adulto (genitori, allenatori, dirigenti, nonni...) che gli imponga delle regole.

Sedetevi quindi lontano dal campo e osservate vostro figlio: vi sorprenderete di ciò che vedrete e come me direte "Ma perchè non fa queste cose con la sua squadra?"

La libertà di provarci e di sbagliare è il metodo più allenante per migliorare i propri limiti: non sono certo le partite con i professionisti che fanno crescere!!!

E se penso che anche alla domenica, molti bambini, dopo la settimanale partita del sabato vengano caricati su auto e pulmini, obbligati a viaggiare per ore, per poi giocare a calcio solo qualche minuto ... preferisco una società che mi garantisca una buona educazione e che rispetti le famiglie lasciando la domenica libera. Sarà poi a mio figlio a decidere se raggiungere a piedi in pochi minuti l'oratorio ed organizzare il PARTITONE.

Solo così potete scoprire veramente chi è vostro figlio e cosa voglia fare veramente.

lunedì 14 maggio 2018

Aboliamo i tornei infrasettimanali

Venerdì sera. Ore 18:00. Esco dall'ufficio e mi metto in macchina per raggiungere il centro sportivo, dove mio figlio giocherà una partita di calcio di un torneo. 


Ringrazio la disponibilità del padre di un suo compagno di squadra, che è riuscito a dare un passaggio  a mio figlio, altrimenti avrei dovuto prendere un'ora di permesso al lavoro.

C'è molto traffico e comincio ad innervosirmi perchè non so se riuscirò ad arrivare al campo prima dell'inizio della partita. Dopo molte imprecazioni arrivo, ... ma la partita è già iniziata ...

Leggo il cartello affisso presso la biglietteria: 3€ il biglietto d'ingresso!!! 3€??? Penso: "Ci dobbiamo tornare almeno 3 volte!!!" Senza dire nulla, ma molto infastidito, pago ed entro. 
Il primo tempo di 15' minuti è già finito. Nel frattempo anche altri genitori e nonni arrivano trafelati in ritardo, imbottigliati nel traffico dopo una giornata di lavoro. 
Vediamo quindi solo il secondo tempo (15 minuti). Conti alla mano, la partita ci costa 1€ ogni 5 minuti (più cara della Pay TV). 
Fortunatamente mio figlio gioca due tempi, ma c'è qualche suo compagno di squadra che non ha avuto la stessa fortuna ed ha giocato solo 15 minuti. 

Per il momento tralascio la maleducazione dei genitori della squadra avversaria che imprecavano come se fosse la finale di un Mondiale, perchè la mia attenzione è rivolta alla formula di questi tornei: 80 minuti di auto, 3€ il biglietto d'ingresso e qualche bambino gioca solo 15 minuti. 

Forse c'è qualcosa che non torna. Siamo sicuri che facciamo questo per i bambini? Credo che il minutaggio andrebbe invertito: 15 minuti di viaggio ed 80 minuti di gioco, solo così un bambino potrebbe essere felice e magari anche i suoi famigliari pagherebbero più volentieri 3€. 

Non raccontiamoci balle!!! Non diciamo che questi tornei, con questa formulata con partite spalmate durante la settimana, sono affascinanti. Diciamo invece la verità: le società devono recuperare i numerosi costi di un'annata sportiva. 

So che questo articolo provocatorio non sarà gradito da tutti. Faccio comunque un appello: "Aboliamo i tornei infrasettimanali per l'attività di base". E' assurdo passare più tempo in auto che su un campo da calcio. E' assurdo pagare per vedere giocare pochi minuti il proprio figlio ed i suoi amici.

Troviamo quindi un modo più rispettoso per far incassare alle società i soldi necessari per sostenere l'attività sportiva. Nessuno dice che le società sono "in mala fede" perchè guadagnano con i tornei, anzi è legittimo, però troviamo un modo che metta veramente al centro del torneo il bambino e le esigenze delle famiglie che non possono sempre correre ovunque a finanziare società sportive. 


mercoledì 18 aprile 2018

L'allenatore mi ha sgridato


Sabato scorso, come sempre faccio ormai da anni, dopo una mattinata passata sui campi di calcio con i bambini, finisco di raccogliere palloni, conetti, sitsemo le porte, etc... e mi incammino verso lo spogliatoio dove i miei piccoli giocatori stanno facendo la doccia seguiti dai miei magnifici dirigenti accompagnatori.

Nel tragitto verso lo spogliatoio, incrocio una mamma che cerca di consolare un bambino della squadra avversaria, che pochi minuti prima avevo visto giocare in campo. Il bambino piange!!! 

In questi casi non riesco a far finta di nulla.

Mi avvicino e gli chiedo: "Cosa è successo?, Perchè sei triste?" 

Il bambino singhiozzando mi dice: "Il mio allenatore mi ha sgridato".




Giro lo sguardo verso la madre. Non ci diciamo nulla ma ci capiamo.

Io cerco di sdrammatizzare e consolare il bambino dicendo: "Probabilmente il tuo allenatore ti ha detto qualcosa per farti crescere ed insegnarti qualcosa"  ...  ma mentre lo dicevo non credevo a me stesso.

Ho spettinato affettuosamente con la mano i capelli del bambino e l'ho salutato con un "Dammi un 5!!!"

Perchè racconto questo? 

Perchè non deve mai capitare!!!

Vedere un bambino piangere dopo una partita di calcio perchè un adulto l'ha sgridato (non per motivi disciplinari) è qualcosa di orribile.

Sia chiaro. Non voglio dare la colpa a nessuno perchè:
1) non conosco l'allenatore
2) non conosco il bambino
3) non so che cosa è stato detto nello spogliatoio
4) magari ho frainteso la situazione e mi mancano dei pezzi

Vorrei solo condividere con voi il malumore che questa situazione mi ha creato. Continuo a chiedermi: "Ma che cosa avrà mai fatto di male in campo quel bambino per meritarsi una ramanzina simile, che lo ha portato alle lacrime?"

Al momento non ho trovato alcuna risposta. 

Il mio parere è che dopo ogni partita i bambini e tutti gli adulti coinvolti dovrebbero solo sorridere.

mercoledì 28 febbraio 2018

Quali regole?

Io: "Scusi mister, ma perchè non fa rispettare le regole ai suoi bambini?"

Lui: "Quali regole?"


Facciamo un passo indietro. 

Sabato mattina, porto i miei Primi Calci 2010 ad un raggruppamento federale su uno dei campi della brianza. Purtroppo, come spesso mi accade, la nostra squadra è un raro caso di correttezza e onestà: rispetto delle distanze sulla prima palla giocata dal portiere, rispetto delle distanze sulla prima palla giocata su fallo laterale, fallo laterale con passaggio corto, calcio d'angolo con passaggio corto, onestà sui falli (chiaramenti quelli commessi) e anche nel caso in cui la palla scivoli altre le linee ("L'ho tirata fuori io" - dicono i miei bimbi).

Lo so. Forse così è un'esagerazione. Ma se deve essere scuola calcio, il termine scuola mi fa venire subito in mente il "rispetto delle regole".

Ma torniamo al racconto.

Dopo un'ora e un quarto di partitelle, dove mi sono limitato a ricordare ai miei bambini: "Lasciate controllare la prima palla" - "Se la palla è fuori ditelo" - "Il primo passaggio è corto" - "Chiamate il fallo" (ma come avrete ben capito i destinatari di questi messaggi non erano i miei Primi Calci, ma gli avversari, o meglio i loro allenatori), mi avvicino serenamente ad uno degli allenatori e gli pongo la domanda che avete letto sopra.

Lui: "Quali regole?"

Io, sorpreso: "Come, quali regole? Quelle dettate dalla Federazione!!!"

Lui: "Se me lo chiedevi prima della partita le avrei fatte rispettare".

Io, sempre più sorpreso: "Ma scusa, perchè non gliele insegni e gliele fai rispettare sempre?"

Lui: "Anche altre società non le rispettano".

Io, strabuzzando gli occhi: "Ma cosa c'entra? Se ci tieni a far crescere i tuoi bambini, le fai rispettare sempre!!!"

Lui: "Sono rimasto fregato tante volte giocando contro squadre che non le rispettavano".

Io, stremato da tanta incompetenza: "Scusa, ma le regole non sono per te, per farti vincere le partite, ma servono ai bambini".

Lui: "Se me lo chiedevi prima della partita le avrei fatte rispettare".

Ho mollato il colpo: "Ok. Grazie mister. Buona giornata".



giovedì 20 aprile 2017

Piccoli Amici 2010 - Allenamento 13/04/2017

Giovedì 13 aprile, ore 18:00 Villanova


RUBA PALLONI


In un rettangolo delimitato, metà dei bambini conducono palla con i piedi e l’altra si muove senza palla: i bambini senza palla devono rubare il pallone a chi ne ha il possesso. Una volta guadagnato il pallone devono impedire a chi non ce l’ha di farselo rubare. Chi al termine del tempo pre-definito è in possesso di palla guadagna 1 punto.

Progressione per come rubare palla:
  •         si ruba palla con le mani tuffandosi tra i piedi dell’avversario
  •         si ruba palla con i piedi


Variante: si conduce palla con le mani facendola rotolare e si ruba palla con le mani.


STAFFETTA MOTORIA/TECNICA


Tracciare 2 percorsi uguali per 2 squadre. (1) slalom tra i coni con palla in mano o in conduzione; (2) appoggio del pallone in equilibrio sul cono; (3) passaggio sotto all’ostacolo grande e saltelli a piedi uniti sopra i due ostacoli bassi; (4) giro attorno al paletto e ritorno a prendere il pallone; (5) conduco palla al compagno successivo (prima con le mani e poi con i piedi). Vince la squadra che per prima completa X giri. 


GIOCO DEL TRIS


Tracciare con 9 cerchi il tabellone del TRIS. Dividere i bimbi in due squadre di 3 bambini ciascuna. Ogni bambino tiene in mano un cinesino colorato (il colore identifica la squadra). Prima del tabellone del TRIS posizionare dei paletti per far eseguire un percorso motorio. Al Via!!! I primi due bambini di ogni squadra eseguono il percorso motorio e appoggiano il cinesino in un cerchio libero, per poi tornare, battere il cinque al compagno che a suo volta esegue le stesse richieste. Se dopo la partenza del terzo bambino, nessuna squadra ha ancora fatto TRIS, si continua il gioco, dando al bambino che parte senza nulla in mano, di spostare un solo cinesino del colore della propria squadra in un cerchio libero con l’obbiettivo di fare TRIS.

Progressione: introdurre il pallone. Il bambino conduce palla nel cerchio e ci mette sopra il cinesino colorato.


GIOCO POLIVALENTE: CONDUZIONE, MOTRICITA’ E TIRO


Dividere i bambini in due gruppi: (1) un gruppo con i palloni che deve tracciare una N in conduzione palla prima di posizionare il pallone in un cerchio posto davanti ad una porta; (2) l’altro gruppo, senza palla, posizionato dietro una speed ladder, deve partire appena il compagno ferma il pallone nel cerchio e cerca di fare gol.
I bambini si invertono di posizione. 


PARTITELLE 4 VS 4

giovedì 13 aprile 2017

Piccoli Amici 2010 - Allenamento 06/04/2017

Giovedì 6 aprile, ore 18:00 Villanova


GIOCO INIZIALE: Pallone in equilibrio e punto nel cerchio


Dividere il campo in tre zone: una zona centrale in cui si muovono tutti i bambini con il proprio pallone rispettando le richieste dell’allenatore e dove vengono posizionati un numero di cerchi inferiore al numero dei bambini; due corridoi laterali dove i bimbi non possono entrare inizialmente. All’esterno del campo, sui lati corti del rettangolo, vengono posizionati dei coni (il cui numero è uguale al numero dei bambini) con appoggiati sopra dei conetti.
I bambini eseguono delle richieste tecniche (es. pallone in mano, lo colpisco con il collo piede o con la coscia o con la testa e poi lo riprendo al volo) nel quadrato centrale e al comando Via!!!, devono condurre il pallone con i piedi verso uno dei coni (1); sostituire il proprio pallone con il conetto facendo rimanere il pallone in equilibrio sopra il cono; tornare verso il centro del campo velocemente con il conetto in mano e guadagnare un punto se riescono ad appoggiare il conetto in uno dei cerchi liberi.
Varianti:
-         modificare le richieste tecniche
-         modificare la disposizione dei cerchi posizionandoli in fila
-         diminuire il numero dei cerchi
posizionare coni di due colori e sostituire il comando Via!!! con il comando colore: i bambini potranno prendere i conetti solo dal cono del colore chiamato.


STAFFETTA MOTORIA/TECNICA


Tracciare 2 percorsi uguali per 2 squadre. (1) slalom tra i coni con palla in mano o in conduzione; (2) appoggio del pallone in equilibrio sul cono; (3) passaggio sotto all’ostacolo grande e saltelli a piedi uniti sopra i due ostacoli bassi; (4) giro attorno al paletto e ritorno a prendere il pallone; (5) conduco palla al compagno successivo (prima con le mani e poi con i piedi). Vince la squadra che per prima completa X giri.


PASSAGGIO, ESERCIZIO DI MOTRICITA’ E TIRO IN PORTA


Un Portiere. Due file di bambini, con i palloni,  posizionati sui due calcio d’angoli. Ogni calcio d’angolo è identificato da un colore. Davanti alla porta tracciare due file di cinesini con gli stessi colori dei calcio d’angoli, ma disposti in modo alternato. L’allenatore chiama un colore: il bambino dietro alle due file di cinesini tocca SOLO i cinesini del colore chiamato con la mano più interna (o esterna, in base alla richiesta) e rimanendo all’interno delle due file (o all’esterno). Al termine del percorso il bambino deve ricevere il pallone dal bambino che si trova nell’angolo del colore chiamato (che conduce palla e cerca di far passare il pallone in una porticina del colore chiamato) per poi calciare in porta. Chi effettua il passaggio si mette in fila dietro il percorso motorio, mentre chi calcia, va in porta e chi era in porta recupera il pallone e si posiziona con la palla nel posto lasciato libero dal compagno che ha effettuato il passaggio.


PASSAGGIO NEL ROMBO COLORATO E 1vs 1


Dividere i bambini su 4 stazioni: il portiere; la stazione con i conetti blu e le due stazioni con i conetti gialli e arancioni a formare 2 rombi. Mentre il bambino effettua uno slalom tra i conetti blue, altri due bambini corrono attorni ai rombi, uno attorno a quello giallo ed uno attorno a quello arancione (1). Quando il bambino esce dallo slalom, l’allenatore chiama un colore (o arancione o giallo) ed il bambino deve effettuare un passaggio all’interno del rombo del colore chiamato; il bambino che sta correndo attorno al rombo del colore NON chiamato va a difendere la porta (2); il bambino che sta correndo attorno al rombo del colore chiamato riceve palla e cerca velocemente di fare gol giocando un 1 vs 1 contro l’avversario che proviene dal rombo opposto. Il portiere recupera il pallone e va in coda ed eseguire lo slalom; il bambino che ha effettuato il passaggio va a fare il portiere ed i due bambini provenienti dai rombi si invertono il rombo. A tempo alternare i bimbi che effettuano lo slalom con quelli che corrono attorno ai rombi. 


PARTITELLE 3 VS 3

Piccoli Amici 2010 - Allenamento 30/03/2017

Giovedì 30 marzo, ore 18:00 Villanova

Dopo la visita del Papa a Monza:


ed in vista della ripresa del Fun Football primaverile, abbiamo deciso di dedicare la seduta d'allenamento al ripasso dei giochi del Fun Football.


GIOCO FUN FOOTBALL 1


Giocatore 2 parte con palla in mano, esegue percorso motorio e lascia palla nel quadrato giallo proseguendo la corsa dietro al cono giallo e andando in postazione 3. Intanto giocatore 1 effettua percorso motorio e corre in porta. Giocatore 3 corre in slalom tra i coni blu, entra nel quadrato e calcia in porta dopo un tocco ravvicinato. A seguire andrà in postazione 1 e il portiere recuperata la palla andrà in postazione 2.


GIOCO FUN FOOTBALL 2


Il giocatore 1 effettua percorso motorio e corre in porta. Nello stesso tempo anche i giocatori 2 e 3 partono, il primo senza palla effettuando percorso motorio nella scaletta, il secondo con palla eseguendo un semplice slalom per ritrovarsi poi nella zona centrale dove si affronteranno in 1vs1 (giocatore 3 dovrà fare gol, giocatore 2 se riconquista palla effettuerà un guida della palla fino alla postazione 3). La rotazione avverrà in senso antiorario con il giocatore 1 che andrà in postazione 2, il giocatore 2 che andrà in postazione 3 e il giocatore 3 in postazione 1.


3vs3


Non è presente il portiere.
Le rimesse laterali vengono battute con i piedi e il giocatore che se ne incarica non esegue un passaggio per far ripartire il gioco ma partirà in guida della palla, per poi decidere DA SOLO se continuare in questa maniera o scegliere un compagno a cui giocare la palla.
Le rimesse dal fondo vengono battute con i piedi e il giocatore che se ne incarica non esegue un passaggio per far ripartire il gioco ma partirà in guida della palla, per poi decidere DA SOLO se continuare in questa maniera o scegliere un compagno a cui giocare la palla.
Calcio d’angolo come rimesse laterali e dal fondo.
Calci di punizione in seconda.
Sulle riprese del gioco deve essere data la giusta distanza al bambino per partire in guida della palla (2m - 3m ).
Larghezza porte 3m per il 3vs3 e 2m per il 2vs2.

Sabato 1 aprile Fun Football:

- 10 bambini a Ronco a giocare con Creando, Ges Monza e Vimercatese
- 10 bambini ad Agrate a giocare con Speranza Agrate e Carugate